L’impianto ACEI della stazione di…Roma SAN PIETROL’impianto ACEI della stazione di…Roma SAN PIETRO

 
Ecco come si presenta l’impianto ACEI di…Roma San Pietro!
 
 
 
 …e di seguito le foto del plastico ad esso connesso. 

La Sala RELE’

In ogni stazione ferroviaria esiste un locale chiamato Sala Relè, ubicato solitamente nel fabbricato impianto elettrici, in cui son collocati gli apparati elettrici dell’ impianto ACEI.

 All’interno di queste sale son presenti armadi filari  su cui son alloggiati relè per l’occupazione di binario, per il movimento dei deviatoi, per l’aspetto dei segnali, relè combinatori che  garantiscono i collegamenti di sicurezza dell’impianto… nonchè le strumentazioni di registrazioni degli eventi. ( una sorta di scatole nera ).

       

 I relè son collegati attraverso delle morsettiere, scaricatori, interruttori, a tutti gli enti di piazzale, banco di manovra e quadro luminoso. L’accesso a questa sala, è permesso solo al personale addetto alla riparazione/manutenzione dell’impianto e alla Polizia Ferroviaria.

La mia sala relè, dato lo spazio, è contenuta in un rack di alluminio, interamente costruito a mano. E’  realizzato con dello scatolato di alluminio 30x30mm, e pannelli di policarbonato trasparente. Il rack è diviso in due parti per ovvie ragioni di sicurezza:  1) la parte bassa ospita ben 6 trasformatori, 3 220v/9v 100w e 3 220v/15v 100w per fornire le 6 tensioni utili, 3 a 5v e 3 a 12v. 2) nella parte superiore son alloggiate  le numerose schede elettroniche che permettono il funzionamento di questo piccolo impianto ACEI; sono schede autocostruite per il rilevamento dell’ occupazione di binario,  per la compatibilità e la formazione degli itinerari,  per il  movimento e controllo della  posizione  dei deviatoi,  per il controllo dell’aspetto dei segnali a vela e bassi, per l’aspetto dei vari scudetti punti origini o finali degli itinerari o instradamenti.
Numerosi inoltre, i connettori canon e centronics ai quali son connessi diversi cavi, che collegano questo rack  con il banco, il quadro luminoso, e il plastico.

  

Il banco ACEI

Il banco ACEI è ubicato all’interno della sala ufficio/dirigente movimento. Esso è composto da una tastiera di pulsanti e levette che il dirigente movimento (D.M.) aziona per formare itinerari di arrivo e partenza, istradamenti, emiitinerari, manovre di soccorso qualora si presentassero dei guasti. In alcune stazioni, il banco ospita anche, nella  parte superiore,   il quadro luminoso (q.l.), una volta a fondo nero, oggi su fondo grigio a tessere. Quelli di ultima generazione, impianti con ACS, il quadro luminoso è retroilluminato con proiettore. Dal quadro luminoso  il D.M. può controllare visivamente i circuiti di binario (c.d.b.) occupati, gli itinerari formati, l’aspetto dei segnali, il controllo dell’intallonabilità dei deviatoi, l’aspetto degli scudetti, l’aspetto del blocco automatico (B.A.), e alcuni c.d.b. di Blocco Automatico a monte e a valle della propria stazione.

Il mio banco ACEI è realizzato con una struttura in legno da 10 mm opportunamente  rinforzata per poter sostenere il peso dell’elettronica a bordo.  Come nel Rack dedicato alla sala relè, anche nel banco è presente molta elettronica dedita al controllo di tutti i parametri che arrivano dal plastico: mi spiego. Dal plastico arrivano informazioni importanti  quale quelle dei circuiti di binario occupati, e la posizione dei deviatoi: queste informazioni vengono attestate agli ingressi di schede presenti nel banco.

Nella foto seguente il particolare della sezione del banco dedicata al movimento manuale e controllo posizione dei deviatoi: a sx quello del mio banco ACEI, a dx quello di un banco ACEI vero.

Di seguito le foto durante la fase di cablaggio elettrico dei 90 fili attestati per le 15 levette per il movimento manuale dei deviatoi.  Per ogni levetta son necessari 6 fili: 2 fili per l’impulso manuale inviato direttamente alla  bobina N o R del motore del deviatoio, 2 fili sono collegati alla complessa scheda di compatibilità itinerari, che verifica l’eventuale posizione bloccata della levetta in posizione Normale o Rovescio del deviatoio, e infine 2 fili collegati ai led (gemme) per individuare visivamente la posizione Normale (bianco) o Rovescio (blu) dei deviatoi.
L’amperometro permette di verificare il corretto funzionamento dei motori dei deviatoi attraverso il loro assorbimento di corrente.

Il quadro luminoso

La struttura del quadro luminoso è realizzata in legno, rinforzata internamente con dei profili di alluminio. Lo schermo è ottenuto dalla lavorazione di una tavola di forex da 10mm di spessore, opportunamente forata e fresata al laser per ottenere i “nidi di ape” in cui inserire le varie batterie di led.

I circa 900 montati, sono stati saldati con precisione e, direi pazienza, su delle piastre millefori.

Sono 288, tra circuiti di binario sotto itinerario o occupazione, segnali a vela e bassi, scudetti, aspetto del Blocco Automatico, gli enti da controllare visivamente su questo quadro luminoso, e sono anche il numero dei cavi che collegano quest’ultimo al Rack “sala relè”.

3 thoughts on “L’impianto ACEI della stazione di…Roma SAN PIETRO”

  1. Fabio Di Marco ha detto:

    Grandissimo Salvatore, nonchè genio dell’elettronica. Voglio farti i compilmenti per la tenacia con la quale hai portato avanti la tua passione realizzando un impianto ACEI in miniatura. Tu sai che anche io, come te, ho la passione per il mondo del segnalamento ferroviario e che per mia fortuna è anche quello che mi da da vivere. Ma parliamo di te e del tuo impianto! Qualche tempo fa, con grande ammirazione e con grande gioia ho giochicchiato con la “Stazione di Pazienza”, non mi sembrava vero! Caspita sembrava quasi un simulatore per gli impianti ACEI dove poter far scuola senza Uccidere nessuno ahahah! E lì ho capito che eri un Grande, che sei un grande e che non ti saresti fermato anzi!…infatti, dopo qualche anno, hai realizzato il nuovo impianto ACEI della Stazione di San Pietro e qui hai lasciato tutti a bocca aperta confermando ancora una volta che solo la professionalità legata ad una forte passione e a tanto lavoro duro ti da di diritto il primato in questo campo.
    La Stazione di San Pietro è veramnte un capolavoro, il Quadro Luminoso e il banco di manovra sono impeccabili e identici alla realtà. Con quest’ultimi ti sei superato. Anche il tuo rac, lo trovo molto simile, come forma e idea, ad un ACS! bello davvero, complimeti. Comunque sò che devi ancora completare alcune cose nel tuo impianto, allora forza e coraggio perchè voglio fare il collaudo e magari stavolta mi nomini Presidente della Commissione di Verifica Tecnica…ahahahah! Slavatore, anzi Amico mio, hai tutta la mia stima e la mia ammirazione e quindi forza e coraggio io sarò sempre li ad incoraggiarti.

    Il Tuo Amico
    Fabio

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